Neal
Cassady conobbe Kerouac e Ginsberg a New York nel 1946 poco dopo essere
uscito da un riformatorio di Denver. Era cresciuto nei dintorni di Larimer
Street, un quartiere di bar e bordelli, e si era fatto uomo fra balordi,
imbroglioni, ladri di macchine e ubriaconi. Cassady era un uomo istintivo e
impetuoso, e questo debordava anche nei suoi scritti. Le sue lettere,
lunghissime, spontanee, esplicite sul sesso, piene di gerghi di strada, di
sfrontata ricerca della gioia, di confidenze personali, contribuirono a
liberare Kerouac dalla scrittura letteraria perbene (straight) che si trova
nel suo primo libro, The Town and the City (Piccola e grande città).
Ginsberg e Cassady vissero una storia d’amore tra Denver e New York; Kerouac
era spesso in loro compagnia, osservando e ascoltando, mentre iniziava il
suo capolavoro, Visioni di Cody, un ritratto di Neal. E fu la perenne
ricerca dell’eroe americano. Quel libro (pubblicato soltanto dopo la morte
di Kerouac), divenne la base per l’altro ritratto dell’amicizia tra Kerouac
e Cassady, Sulla strada, che diede fama e notorietà a Cassady. Gli scritti
dello stesso Cassady consistono perlopiù delle centinaia di lettere, inviate
a Kerouac e altri, che in gran parte definirono il tono della scrittura
Beat. Cassady cominciò anche un libro su se stesso – una sorta di rivale
delle opere di Kerouac – ma arrivò a completare soltanto un prologo e tre
capitoli. City Lights pubblicò questi materiali col titolo The First Third
(Il primo terzo): l’idea di Cassady era che il libro dovesse ripercorrere il
primo terzo della sua vita. Il secondo << terzo >> avrebbe dovuto essere una
narrazione dei suoi giorni con Kerouac e Ginsberg; e la parte finale, il
periodo negli anni ’60 in cui Cassady si era unito a Ken Kesey e ai Merry
Pranksters sul Magic Bus,1 divenendo un eroe culturale per un intera nuova
generazione. Una notte, agli inizi del febbraio del 1968, Cassady si mise in
cammino lungo i binari di una ferrovia fuori San Miguel de Allende, Messico,
per andare a una festa di nozze dove si bevevo pulque (bevanda alcolica).
Aveva preso barbiturici per calmare i sintomi di astinenza dall’anfetamina.
Fu trovato morto per assideramento il giorno dopo.
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