Gregory Corso scrittore beat generation

 

 

 

Gregory Corso scrittore beat generation

 
Nasce nel 1930 a New York nel Greenwich Village, da genitori giovanissimi, immigrati. L’anno successivo la madre ritorna in Italia, e Corso passa l’adolescenza in affidamento presso varie famiglie e istituti per minorenni, salvo brevi periodi col padre; ma sempre scappando via. A diciassette anni è condannato a tre anni di prigione; qui diviene un lettore avido: “Un vecchio mi passò I fratelli Karamazov, I miserabili, Il rosso e il nero, e così imparai, e fui libero di pensare di sentire e di scrivere”. Esce di carcere all’età di vent’anni, “innamorato di Chatterton, Marlowe e Shelley”. Torna al Greenwich Village, dove “una notte del 1950, seduto in un bar buio e vuoto, con le mie poesie di prigione, ebbi la grazia di un’apparizione dagli occhi fondi: Allen Ginsberg”. Ne segue un’amicizia con Ginsberg e Kerouac. (Quest’ultimo poi descriverà Corso come “un ragazzotto tosto del Lower East Side che si alzava come un angelo dai tett”.) Nel 1954, va ad Harvard, dove un gruppo di studenti finanzia la pubblicazione del suo Vestal Lady (Donna vestale). Nel 1956, Corso si unisce agli amici poeti a San Francisco. Lawrence Ferlinghetti gli chiede il manoscritto di Gasoline e glielo pubblica nella City Lights Pocket Poets. Ginsberg definisce la poesia di Corso “puro velluto, vicina a un John Keats per il tempo nostro”. Per anni, Corso ha diviso il suo tempo tra San Francisco e New York ed è stato anche un regolare visiting faculty member alla Jack Kerouac School del Naropa Institute ( in tale veste lo si può vedere nel film What Happened to Kerouac (Cos’è successo a Kerouac). Tra i suoi libri di poesia, Long Live Man (Evviva l’uomo), Herald of the Autochtonic Spirit (Araldo dello spirito autoctono) e Mindfield: New and Selected Poems (Campo mentale: poesie nuove e poesie scelte).

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